di Alessandro Gori, per Automotoelettriche
Quando si parla di Tesla, l’unica certezza è l’imprevedibilità. E stavolta, le sorprese non arrivano solo dal prodotto, ma anche dai numeri. Il primo trimestre del 2025 segna una brusca frenata per la Casa di Elon Musk: -71% negli utili, -9,2% di fatturato. Un crollo che ha scosso gli investitori e ha portato lo stesso Musk a ridurre il proprio coinvolgimento politico negli Stati Uniti, limitandosi a “uno o due giorni a settimana” nel ruolo di capo del dipartimento per l’Efficienza governativa (Doge).

Ma mentre Wall Street vacilla, Tesla rilancia proprio nel settore dove finora è stata più reticente: quello delle auto elettriche accessibili. E stavolta la promessa sembra più concreta che mai.
Due Tesla low cost: davvero tutto pronto?
L’idea di una Tesla da 25.000 dollari aleggia dal lontano 2020, ma tra rinvii, misteri e cambi di strategia, il progetto ha assunto contorni da thriller industriale. Fino a ieri, quando Reuters ha ventilato un nuovo possibile rinvio delle vetture economiche. La risposta dell’azienda è arrivata secca: “La produzione è ancora prevista per giugno.”
La conferma è arrivata durante la conference call sui risultati finanziari, per voce del direttore finanziario Vaibhav Taneja e del vicepresidente dell’ingegneria Lars Moravy. I due nuovi modelli saranno sviluppati sulle piattaforme già esistenti, presumibilmente condividendo molte componenti con le attuali Model 3 e Model Y.
Una mossa strategica e pragmatica: sfruttare linee produttive consolidate e tecnologie collaudate per abbattere i costi e velocizzare l’arrivo sul mercato.
Svolta o ennesimo bluff?
Secondo Tesla, gli stabilimenti sono già stati parzialmente riconvertiti per accogliere i nuovi modelli. Il recente stop della produzione per il restyling della Model Y è stato anche l’occasione per preparare il lancio delle auto entry-level. Il timing è critico: in un contesto di incertezza economica e con la concorrenza cinese in forte crescita, proporre EV a prezzo contenuto non è più un’opzione, ma una necessità.
“Saranno simili nella forma e nelle dimensioni a quelle che produciamo oggi, ma finalmente accessibili”, ha dichiarato Moravy. Le indiscrezioni parlano di due modelli compatti, potenzialmente con un’autonomia ridotta ma sufficiente per l’uso urbano e suburbano.
Il contesto: serve una scossa al mercato
Il debutto di una Tesla davvero “per tutti” potrebbe rappresentare uno spartiacque per la mobilità elettrica, specialmente in Europa e in Asia, dove il prezzo d’acquisto resta il principale ostacolo alla diffusione delle EV. Ma sarà davvero la volta buona? Con Musk, la prudenza è d’obbligo. Le promesse non mancano, ma la storia insegna che serve vedere per credere.
Di certo, la competizione si fa sempre più serrata: BYD, MG e altre Case cinesi hanno già messo in strada modelli elettrici sotto i 25.000 euro. Ora tocca a Tesla dimostrare di saper giocare anche nel campo dell’efficienza economica, non solo dell’innovazione.
Restate con noi per ulteriori aggiornamenti e i primi test drive non appena le “baby Tesla” scenderanno su strada. La rivoluzione elettrica continua… a passo (più) leggero.


