di Federica Simonetti
Una notizia che scuote l’intero settore dell’automotive e dell’ingegneria industriale: Italdesign è ufficialmente in vendita. Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, i vertici dell’azienda hanno informato le rappresentanze sindacali dell’intenzione da parte di Audi — proprietaria di Italdesign dal 2010 — di cedere lo storico marchio di design e ingegneria, fondato nel 1968 da Giorgetto Giugiaro e Aldo Mantovani.

La notizia arriva nell’ambito di una più ampia manovra di riorganizzazione del Gruppo Audi, che prevede un piano di tagli e razionalizzazioni per contenere i costi, incluso un esubero di 7.500 dipendenti. Italdesign, che oggi conta circa 1.300 lavoratori nella sede principale di Moncalieri (TO), potrebbe così cambiare proprietà dopo 14 anni sotto l’egida del Gruppo Volkswagen.
Un incontro cruciale è previsto per il prossimo 19 maggio, alla presenza anche dell’Unione Industriali di Torino. I sindacati, con in prima linea la FIOM CGIL di Torino, esprimono forti preoccupazioni per la salvaguardia dei posti di lavoro e la continuità industriale del sito.
Una realtà d’eccellenza, ma dipendente dal Gruppo VW
Italdesign non è solo un’icona del design automobilistico, ma un hub di innovazione trasversale: oltre alle auto, l’azienda progetta treni, orologi, arredamento, apparecchi fotografici, macchine da caffè e molto altro. Il 2023 si è chiuso con risultati positivi: 145 milioni di euro di ricavi, asset per 286 milioni e un utile di circa 20 milioni, sotto la guida dell’attuale CEO Antonio Casu.
Il nodo cruciale, però, riguarda la dipendenza del portafoglio commesse dal Gruppo Volkswagen, che garantisce l’85% del fatturato. Una vendita potrebbe compromettere questa relazione strategica e mettere in discussione l’intera struttura operativa. Le indiscrezioni parlano di due potenziali acquirenti, probabilmente multinazionali dell’ingegneria, ma né case automobilistiche né fondi finanziari sarebbero coinvolti nella trattativa.
Un’eredità che va oltre il business
Italdesign rappresenta un patrimonio culturale e tecnologico per l’Italia e per il mondo dell’automotive. Dalla matita di Giorgetto Giugiaro sono nati modelli iconici come la Volkswagen Golf Mk1, la Fiat Uno, la Lancia Delta, la DeLorean DMC-12 di Ritorno al Futuro, l’Audi 80, l’Alfasud e la Lotus Esprit. Ogni progetto è stato un capitolo della storia dell’auto, spesso con uno sguardo lungimirante al futuro della mobilità.
Per chi, come noi di Automotoelettriche, osserva con attenzione l’evoluzione della mobilità sostenibile, non è solo una notizia economica: è un campanello d’allarme sul rischio di perdere un know-how italiano di valore inestimabile proprio in un momento storico in cui il design e l’ingegneria devono guidare la transizione tecnologica.
Il futuro di Italdesign potrebbe ancora essere scritto con entusiasmo e visione. Ma serve un acquirente che ne comprenda il valore strategico, e un impegno concreto per mantenere in Italia competenze, occupazione e creatività.


