Verona, 14 maggio 2025 – Si è presentato con toni netti e senza mezze misure il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, intervenuto oggi al Dealer Day di Verona, l’appuntamento che riunisce il mondo della distribuzione automobilistica italiana. Il cuore del suo messaggio? Un deciso “no” alle politiche europee troppo radicali sul fronte ambientale, che secondo il ministro rischiano di mettere in ginocchio un settore già provato.

«Aboliremo il Superbollo nel breve termine. È una tassa inutile che penalizza un settore strategico per il Paese» ha affermato Salvini, promettendo un intervento graduale ma con effetti concreti già prima della prossima Legge di Bilancio.
Superbollo nel mirino: il piano di riforma
Introdotto nel 2011, il superbollo colpisce i proprietari di auto con potenza superiore ai 185 kW (circa 251 CV), imponendo una sovrattassa di 20 euro per ogni chilowatt oltre tale soglia. Un sistema che nel tempo ha penalizzato anche modelli premium non necessariamente sportivi e che ha spinto diversi costruttori a rivedere i propri listini per evitare di sforare il limite.
Secondo Salvini, «lo Stato incassa circa 200 milioni di euro l’anno da questa imposta. Possiamo permetterci di rinunciare gradualmente a questa cifra per sostenere un settore industriale che vale molto di più».
No al solo elettrico dal 2035: “Decida il mercato”
Un altro punto chiave del discorso è stata l’opposizione alla scadenza del 2035, anno in cui — secondo quanto previsto dall’attuale normativa UE — non potranno più essere immatricolati veicoli nuovi con motore termico.
«Quello del solo elettrico è un dogma che non funziona. L’elettrico non può essere imposto, ma scelto. Chi oggi non può permetterselo, domani si vedrà bloccata l’auto Euro 5. È una follia».
Un’affermazione che ha trovato sponda tra molti operatori del settore presenti alla fiera, spesso preoccupati dal calo di domanda per i modelli elettrici pur in presenza di incentivi. L’attenzione ai costi di ricarica, l’ansia da autonomia e la scarsità di infrastrutture continuano infatti a frenare una transizione che in molti definiscono affrettata.
Critica al Green Deal e ai numeri globali
Nel suo intervento, Salvini ha messo in discussione anche l’efficacia delle misure europee per la decarbonizzazione, portando numeri alla mano:
«Nel 2023 la CO₂ globale ha toccato il massimo storico: 37,4 miliardi di tonnellate. L’Europa ha ridotto le emissioni di 200 milioni, ma Cina e India le hanno aumentate di 690 milioni. Serve realismo: l’Europa pesa solo per il 7%».
Un passaggio che rimette al centro il dibattito sulla giusta transizione, cioè una strategia che tenga conto delle esigenze industriali e sociali dei singoli Paesi, evitando imposizioni che possono diventare controproducenti.
La posizione del nostro team
Come redazione di Automotoelettriche, osserviamo con interesse la volontà di rimuovere disincentivi obsoleti come il Superbollo, ma riteniamo anche che la transizione elettrica sia inevitabile, seppur da gestire con pragmatismo. Il mercato italiano ha bisogno di tempo, infrastrutture adeguate e soprattutto chiarezza normativa, per non generare confusione tra gli automobilisti e sfiducia tra i costruttori.
Le dichiarazioni del ministro aprono un nuovo fronte politico in una fase delicata per l’automotive: ci auguriamo che il confronto resti basato su dati concreti e non si trasformi in un braccio di ferro ideologico. Le auto elettriche sono parte del futuro — ma per arrivarci, serve una strada percorribile, non un vicolo cieco fatto di divieti e slogan.

Sono uno studente di ingegneria meccanica con una forte passione per il motorsport e l’automotive. Ho fatto parte di un team di Formula SAE, contribuendo alla progettazione e realizzazione di una monoposto da competizione. Membro del reparto powertrain e tecnico di cella motori, ho avuto esperienza anche come pilota.

