Hong Kong – La scossa arriva dalla Cina e travolge il settore automotive a trazione elettrica: BYD, colosso mondiale della mobilità a batteria, ha annunciato un drastico taglio dei prezzi fino al 34% su 22 modelli elettrici e plug-in hybrid, innescando il panico tra gli investitori e un pesante scivolone in Borsa.

Nella seduta del 24 maggio a Hong Kong, BYD ha perso l’8,6%, trascinando con sé i principali player cinesi del settore. A pagare dazio anche Great Wall Motor (-5,52%), Geely (-9,46%), Li Auto (-3,17%) e Xpeng (-4,44%), in un venerdì nero che ha messo in luce la crescente fragilità del comparto.
Una strategia aggressiva per smaltire le scorte
L’obiettivo di BYD è chiaro: alleggerire i piazzali e accelerare le vendite di veicoli datati, privi delle nuove funzionalità di guida assistita annunciate a febbraio. Le promozioni – valide fino alla fine di giugno – riguardano sia i modelli d’ingresso che le versioni più performanti.
La Seagull hatchback, city car da prezzo iper competitivo, scende del 20% a 55.800 yuan (circa 7.780 dollari), mentre la Seal a doppio motore, berlina elettrica sportiva rivale della Tesla Model 3, subisce un taglio shock del 34%, scendendo a 102.800 yuan.
Effetto domino sui rivali e margini sotto pressione
La mossa di BYD ha generato immediate ripercussioni finanziarie e strategiche. Il timore, ora concreto, è l’apertura di una nuova guerra dei prezzi nel settore EV cinese, già sotto stress per l’eccesso di offerta e la crescente concorrenza interna.
«Prevediamo che i concorrenti seguiranno il taglio dei prezzi di BYD», scrivono gli analisti di Citi Research, mettendo in guardia su una nuova erosione dei margini per l’intera filiera produttiva.
Questa strategia di sconti aggressivi potrebbe infatti portare vantaggi nel breve termine in termini di volumi, ma anche conseguenze sul medio periodo per sostenibilità economica e percezione del valore del prodotto.
Concessionari sotto pressione
A farne le spese sono anche i concessionari, molti dei quali si trovano con stock di veicoli invenduti ora svalutati da una politica commerciale imposta dall’alto. Alcuni rivenditori hanno già segnalato difficoltà nel sostenere le campagne promozionali senza un adeguato supporto economico dal marchio.
Considerazioni del team Automotoelettriche:
La strategia di BYD, per quanto comprensibile alla luce del bisogno di rinnovare la gamma con versioni dotate di guida autonoma avanzata, rappresenta un campanello d’allarme per l’intero mercato dell’elettrico. Se da un lato lo scenario cinese favorisce il consumatore finale con veicoli a prezzi ultra competitivi, dall’altro pone interrogativi sulla sostenibilità economica delle case auto e sulla stabilità di un ecosistema produttivo che rischia di entrare in una spirale deflattiva.
Per chi osserva il mercato europeo – dove i prezzi restano ancora alti e la competizione è più regolamentata – questo potrebbe tradursi, nel medio termine, in una pressione crescente sulle case occidentali e nella spinta all’ingresso massiccio di brand cinesi con prodotti low cost e alta tecnologia.
La guerra dei prezzi è cominciata, e la posta in gioco è la leadership del mercato globale EV.


