A Fiumicino, Enel e Aeroporti di Roma inaugurano Pioneer, il più grande sistema di accumulo energetico “second life” in Italia, alimentando concretamente la transizione verso un’economia circolare nell’ambito della mobilità elettrica. Un progetto che ha il sapore dell’innovazione sostenibile e che potrebbe rappresentare un punto di svolta nella gestione delle batterie provenienti da veicoli elettrici.

Nicola Rossi, Head of Innovation di Enel, racconta in un’intervista che l’impianto sfrutta pacchi batteria esausti provenienti da auto elettriche, che pur avendo perso parte della loro efficienza iniziale, conservano ancora circa l’80% della loro capacità residua. “Quando una batteria non è più adatta alla mobilità – spiega Rossi – può comunque offrire servizi fondamentali come l’energy shift e il supporto alla regolazione della rete elettrica, ambiti in cui non è richiesto lo stesso livello prestazionale”.
In altre parole, ciò che non è più idoneo per un’auto può diventare una risorsa preziosa per la stabilità energetica. Il sistema Pioneer consente infatti di immagazzinare energia solare prodotta durante il giorno per poi rilasciarla di notte, o nei momenti di maggiore richiesta.
Dal punto di vista tecnologico, la sfida più grande è l’integrazione di batterie tutte diverse tra loro per origine, capacità e usura. “È vero – ammette Rossi – che il processo comporta un onere maggiore, ma è anche vero che con l’aumento dei veicoli elettrici in circolazione, il costo delle batterie usate è destinato a calare significativamente, rendendo l’intero processo economicamente sostenibile”.

Per il mondo delle automotoelettriche, questo progetto rappresenta una valida alternativa alla rottamazione prematura delle batterie EV e uno stimolo a pensare il ciclo di vita dell’auto elettrica in modo più ampio e responsabile. Pioneer dimostra come l’elettrificazione possa andare ben oltre la mobilità, contribuendo alla resilienza energetica e alla sostenibilità ambientale di grandi infrastrutture come un aeroporto internazionale.
Se davvero la seconda vita delle batterie sarà anche la chiave di volta per la sostenibilità economica della transizione elettrica, allora Fiumicino potrebbe essere solo il primo di molti altri hub energetici del futuro.


