Ford ha svelato un progetto ambizioso per competere con i colossi cinesi dell’elettrico: una piattaforma modulare, un sistema produttivo completamente ripensato e un approccio “software first” per abbassare i costi e rendere l’auto elettrica accessibile alle famiglie. Il primo modello sarà un pick-up quattro porte di medie dimensioni, atteso per il 2027, con un prezzo di lancio inferiore ai 30.000 dollari.

Come una nuova Model T
Doug Field, Chief Officer EVs, Digital and Design di Ford, ha paragonato l’iniziativa alla storica Model T, l’auto che agli inizi del Novecento rivoluzionò la mobilità di massa grazie alla catena di montaggio.
La nuova Universal EV Platform promette di replicare quell’effetto, ma nel mondo elettrico, grazie a un’architettura “zonale” in grado di abilitare veicoli più intelligenti, divertenti da guidare e soprattutto più economici.
Produzione più veloce del 40%
Il cuore industriale del progetto è l’Universal EV Production System, che adotta una struttura “ad albero”: tre linee parallele per le parti principali che convergono in un’unica linea di assemblaggio finale.
Il primo pick-up sarà costruito nello stabilimento di Louisville, Kentucky, dove Ford investirà 2 miliardi di dollari, creando 2.200 nuovi posti di lavoro.
Il risultato? Tempi di produzione ridotti del 40% rispetto ai modelli attuali, con maggiore automazione e un incremento del 15% nella velocità complessiva di assemblaggio.
Il Software-Defined Vehicle secondo Ford
La sfida non è solo hardware. Come tutto il settore, Ford punta a trasformare l’auto in un Software-Defined Vehicle (SDV), aggiornabile e personalizzabile come uno smartphone.
Doug Field porta in dote un’esperienza che unisce Apple e Tesla, e punta a colmare il divario con i brand cinesi che offrono interfacce e funzioni digitali molto più evolute.
Non è ancora chiaro quale piattaforma software userà Ford, ma una partnership con Qualcomm – che fornisce già “chassis digitali” a diversi costruttori – appare probabile, soprattutto alla luce del contesto geopolitico e della necessità di soluzioni nazionali.
L’ombra lunga della Cina
La mossa di Ford arriva dopo un’ammissione diretta del CEO Jim Farley: in Cina ha visto veicoli “tecnologicamente avanzatissimi”, con un rapporto qualità/prezzo irraggiungibile per molti marchi occidentali.
Brand come BYD, Xpeng, Li Auto e ora anche Xiaomi e Huawei hanno ridefinito l’automotive con catene produttive verticali e un approccio condiviso alla mobilità elettrica. Il risultato sono auto super connesse, ricche di funzioni, e al tempo stesso molto più economiche.
Farley è netto: “Questa non è solo una gara sulle auto elettriche. È una competizione globale con la Cina. Se la perdiamo, Ford avrà perso la sfida con il futuro.”


