Un drammatico incidente avvenuto a Chengdu, in Cina, ha scosso il mondo dell’auto elettrica e provocato un crollo in Borsa per Xiaomi, il colosso tecnologico entrato da poco nel mercato EV. Il video dell’accaduto, diventato virale sui social, mostra una Xiaomi SU7 elettrica avvolta dalle fiamme, con i soccorritori che tentano disperatamente di aprire le portiere senza riuscirci.
Secondo le prime ricostruzioni dei media locali, la vettura sarebbe stata coinvolta in una violenta collisione nelle prime ore del mattino, prendendo fuoco subito dopo l’impatto. Le autorità hanno purtroppo confermato il decesso del conducente, un uomo di 31 anni, identificato con il cognome Deng.

La dinamica resta ancora da chiarire, ma i testimoni parlano di porte bloccate e vetri difficili da rompere. Resta il dubbio se si sia trattato di un guasto del sistema elettronico o delle conseguenze strutturali dell’incidente. Xiaomi non ha ancora rilasciato una dichiarazione ufficiale, ma ha fatto sapere di collaborare con le autorità e di aver avviato un’indagine interna.
Crollo in Borsa e timori per la reputazione del brand
Alla Borsa di Hong Kong, le azioni Xiaomi hanno registrato un calo superiore al 5%, arrivando a perdere fino all’8,7% nei minuti successivi alla diffusione delle immagini. Gli investitori temono un impatto sulla fiducia dei consumatori, soprattutto considerando che non è la prima volta che un episodio simile coinvolge la SU7.
A marzo, infatti, un altro grave incidente aveva causato tre vittime e sollevato le stesse preoccupazioni riguardo alla difficoltà di apertura delle portiere dopo un impatto. Allora Xiaomi aveva escluso difetti di fabbricazione, attribuendo le fiamme ai danni strutturali del veicolo e non a un problema di sicurezza intrinseco. In seguito, l’azienda aveva rilasciato un aggiornamento software per oltre 100.000 SU7, migliorando la risposta dei sistemi di emergenza.
Il nodo delle portiere elettroniche
L’episodio di Chengdu riaccende il dibattito sulla sicurezza delle portiere elettroniche nelle auto elettriche. Sempre più diffuse nei modelli premium, queste soluzioni privilegiano aerodinamica e comfort, ma possono diventare un ostacolo in caso di blackout elettrico dopo un urto. Anche negli Stati Uniti, la NHTSA (National Highway Traffic Safety Administration) ha aperto indagini su casi analoghi che coinvolgono Tesla, dopo segnalazioni di difficoltà ad aprire le portiere in emergenza.
Xiaomi e la sfida nel mondo EV
Per Xiaomi, la SU7 rappresentava il simbolo della sua ambizione nel settore automobilistico, un’auto nata per sfidare Tesla e BYD con tecnologia avanzata e un design accattivante. Il lancio aveva registrato un boom di ordini e un’ottima accoglienza da parte del pubblico cinese. Ora però, l’incidente di Chengdu rischia di minare la fiducia nel brand proprio nel momento in cui stava consolidando la sua posizione nel mercato elettrico.
Considerazioni del Team Automotoelettriche
Dal punto di vista del nostro team, questo episodio sottolinea un tema fondamentale nella mobilità elettrica: la sicurezza dei sistemi elettronici non può essere secondaria rispetto a prestazioni e design. Le portiere automatiche e i sistemi di assistenza alla guida offrono indubbi vantaggi in termini di comfort e innovazione, ma devono garantire affidabilità anche nelle situazioni più critiche, come impatti o blackout elettrici.
Inoltre, episodi come quello di Chengdu ci ricordano che la fiducia dei clienti si costruisce sulla percezione di sicurezza. Innovare è essenziale, ma il vero successo di un marchio EV passa anche dalla capacità di rispondere rapidamente a criticità e garantire protezione reale agli occupanti.
La sicurezza rimane quindi il vero banco di prova per le auto elettriche del futuro: un veicolo può essere tecnologicamente avanzato e performante, ma deve soprattutto salvare vite quando serve.


