Il nuovo bonus auto elettriche è andato letteralmente a ruba. A poco più di 24 ore dal “clic day”, partito mercoledì 22 ottobre alle ore 12, si è infatti esaurito il plafond di circa 595 milioni di euro messo a disposizione dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) per incentivare l’acquisto di vetture a zero emissioni.

Secondo i dati diffusi da Sogei, sono stati generati complessivamente 55.680 voucher, richiesti da persone fisiche e microimprese. Tutte le risorse risultano al momento prenotate, ma il MASE ha già comunicato che eventuali fondi residui o non confermati verranno riattivati sulla piattaforma nei prossimi giorni.
Un obiettivo centrato (e superato)
La misura, finanziata attraverso il PNRR, aveva come obiettivo quello di favorire il rinnovo del parco circolante con veicoli elettrici e a basse emissioni, prevedendo la rottamazione di un’auto termica fino a Euro 5.
Un segnale chiaro dell’interesse crescente verso la mobilità elettrica, ma anche della forte domanda insoddisfatta dovuta ai limiti di budget e alla rapidità con cui i fondi sono stati bruciati.
Come funziona lo sconto
Il bonus si traduce in uno sconto diretto in fase di acquisto, senza necessità di rimborso successivo.
Ecco nel dettaglio le principali agevolazioni:
- Cittadini privati: fino a 11.000 euro di contributo per l’acquisto di un’auto 100% elettrica, con un limite ISEE di 40.000 euro.
- Microimprese: fino a 20.000 euro per l’acquisto di veicoli commerciali elettrici di nuova immatricolazione.
Per ottenere il contributo, è obbligatorio rottamare un veicolo termico fino a Euro 5, di cui si risulti intestatari da almeno sei mesi.
Il tutto è regolato da un decreto attuativo del MASE, che definisce i requisiti tecnici, i limiti di prezzo e la documentazione necessaria per accedere al beneficio.
Mobilità sostenibile: tra entusiasmo e limiti strutturali
Il boom di richieste conferma che la transizione elettrica interessa sempre più italiani, ma mette anche in luce una criticità: i fondi si esauriscono troppo in fretta, penalizzando chi non riesce a prenotare in tempo.
Per garantire un impatto reale sul mercato, sarà quindi fondamentale stabilizzare gli incentivi nel tempo, rendendoli prevedibili e strutturali, anziché legati a logiche “a sportello” che favoriscono solo i più rapidi.
👉 Su Automotoelettriche.it continueremo a seguire l’evoluzione degli incentivi e le opportunità per chi vuole passare all’elettrico in modo consapevole e sostenibile.


