Nel settore auto europeo si respira un’aria di passaggio. Le Case, dopo anni di incentivi a pioggia e rincorse tecnologiche, si trovano davanti a un bivio: come rendere l’elettrico accessibile? Come evitare che lo scenario sia dominato solo dai costruttori cinesi, ormai in forte espansione nel Vecchio Continente?

La risposta potrebbe arrivare il 10 dicembre 2025, quando la Commissione Europea presenterà la proposta legislativa che darà vita alla categoria delle E-Car: vetture piccole, leggere, a basse emissioni e soprattutto economiche.
È una data chiave emersa dal Consiglio Ambiente Ue, durante il quale il commissario al Clima, Wopke Hoekstra, ha confermato che la valutazione d’impatto è in corso e che il pacchetto legislativo (che includerà anche il nuovo standard sulle emissioni CO2 e l’elettrificazione obbligatoria delle flotte) sarà messo nero su bianco entro metà dicembre.
Si tratta di un punto di snodo fondamentale per l’industria automotive europea, che cerca una “cura” in un momento complesso.
Perché nasce l’E-Car
Il concetto è stato sostenuto da Ursula von der Leyen lo scorso settembre: serve un’auto piccola e accessibile, sul modello delle kei car giapponesi, ma rivista per il mercato europeo.
L’obiettivo è chiaro:
“Il futuro dell’auto dev’essere realizzato in Europa. Non possiamo lasciare l’intero mercato a Cina e altri Paesi.”
Ed è qui che entra in gioco la E-Car, dove la E non significa solo elettrica.
La “E” sta per tre cose
| Lettera | Significato | Cosa implica |
|---|---|---|
| Europea | Prodotta in UE, con fornitori locali | Rilancio della filiera e posti di lavoro |
| Ecologica | Basse emissioni, leggera ed efficiente | Può essere anche termica o ibrida, non solo elettrica |
| Economica | Prezzo accessibile | Range previsto: 15.000 – 20.000 € |
Sulla questione dei propulsori, l’Italia spinge per la neutralità tecnologica: non solo elettrico, ma anche soluzioni evolute a basso impatto, come ibridi leggeri, biocarburanti o e-fuel.
Una nuova categoria: possibile segmento M0
Oggi esistono le categorie M1, M2 e M3. L’E-Car potrebbe inaugurare il segmento:
M0 — piccola, cittadina, leggera, pensata per la mobilità quotidiana.
A questa categoria corrisponderà un nuovo quadro normativo su:
- Sicurezza
- Emissioni
- Requisiti costruttivi
- Incentivi dedicati
Ispirata dalle kei car, ma non identica
In Giappone, le kei car sono diventate un fenomeno sociale grazie a regole semplici: piccole dimensioni, motori da massimo 660 cc o 64 CV se elettriche, e agevolazioni molto importanti.
In Europa, la situazione sarà diversa:
| Elemento | Kei Car (Giappone) | E-Car (Europa – previsto) |
|---|---|---|
| Dimensioni | Max 3,40 m (lunghezza) | Probabili ~3,0–3,6 m |
| Potenza | Max 64 CV | “Ecologica”, definizione ancora aperta |
| Prezzo | Da 6.000 € circa | 15.000–20.000 € |
| Agevolazioni | Estese e forti | Da definire Stato per Stato |
Uno dei concept più vicini all’idea è la Dacia Hipster, lunga solo 3 metri, essenziale, semplice e pensata per la città. Una direzione chiara: meno peso, meno batteria, meno complessità.
Il vero obiettivo
Rendere l’auto non un lusso da città ricca, ma uno strumento quotidiano, sostenibile e accessibile.
Oggi il rischio è evidente: senza una risposta europea, il mercato delle citycar potrebbe essere dominato quasi totalmente dai modelli cinesi entro 5 anni.
La E-Car vuole evitare che ciò accada.
Cosa aspettarsi nel 2026–2027
Se tutto procederà nei tempi, le prime E-Car europee potrebbero arrivare sul mercato entro due anni, inaugurando un nuovo segmento che potrebbe riportare la mobilità urbana ad essere:
- più leggera
- più essenziale
- più democratica
Un ritorno al senso originale dell’auto: spostarsi, non impressionare.
Noi di automotoelettriche.it seguiremo passo dopo passo lo sviluppo della normativa e l’arrivo dei primi prototipi.
Se vuoi approfondire, confrontare modelli o capire come cambierà la mobilità nei prossimi anni, siamo qui per questo.
Il cambiamento è già iniziato. Ora si tratta di guidarlo.


