Il mercato europeo dell’auto entra in una nuova fase: le vetture 100% elettriche conquistano il 23,3% nell’area UE, EFTA e Regno Unito, lasciandosi alle spalle le motorizzazioni esclusivamente a benzina
Il mercato automobilistico europeo ha vissuto nel mese di maggio un passaggio destinato a pesare molto più di una semplice statistica commerciale. Per la prima volta nella storia, considerando l’intera area europea composta da Unione Europea, Paesi EFTA e Regno Unito, le auto 100% elettriche hanno superato le vetture alimentate esclusivamente a benzina.
Un sorpasso simbolico, ma anche profondamente industriale e geopolitico, perché racconta meglio di molti proclami la trasformazione in corso nel settore automotive. L’Europa, tra normative sempre più stringenti, nuovi equilibri produttivi, incentivi nazionali e una concorrenza globale sempre più aggressiva, sta cambiando pelle.

A maggio le vetture elettriche a batteria hanno raggiunto una quota di mercato del 23,3%, superando il 21,7% registrato dalle auto a benzina. Davanti alle BEV restano soltanto le motorizzazioni ibride tradizionali, oggi ancora centrali nelle scelte di molti automobilisti europei grazie a una percezione di maggiore familiarità e semplicità d’uso.
L’elettrico non è più una nicchia
Il dato più significativo non riguarda soltanto il sorpasso in sé, ma la velocità con cui sta cambiando la composizione del mercato. Le auto elettriche non sono più un fenomeno confinato a pochi Paesi pionieri o a una fascia ristretta di clienti particolarmente sensibili alla tecnologia. Stanno diventando una componente strutturale delle immatricolazioni europee.
A spingere questa crescita sono soprattutto il Regno Unito e i Paesi Nordici, mercati dove l’adozione dell’elettrico viaggia da tempo a ritmi molto elevati grazie a infrastrutture più mature, politiche fiscali favorevoli e una maggiore abitudine degli automobilisti alla ricarica.
All’interno della sola Unione Europea, la benzina conserva ancora un vantaggio minimo: 22% contro il 21,3% delle BEV nel mese di maggio. Ma il margine si è ormai ridotto a pochi decimali e il trend appare chiaro. L’elettrico cresce, mentre le alimentazioni tradizionali arretrano.
Benzina e diesel arretrano: il termico puro perde centralità
Il vero elemento di discontinuità è il progressivo indebolimento dei motori termici puri. Nei primi cinque mesi dell’anno le immatricolazioni di auto a benzina sono diminuite del 18,2%, mentre il diesel ha perso il 16,6%, scendendo ormai a una quota marginale del 7,6%.
Un dato che fino a pochi anni fa sarebbe sembrato impensabile, soprattutto se si considera il peso storico del diesel nel mercato europeo. Oggi, invece, il gasolio appare sempre più confinato a specifiche esigenze di percorrenza, flotte e segmenti professionali, mentre il cliente privato si orienta con maggiore frequenza verso ibride, plug-in ed elettriche pure.
Il calo delle auto a benzina è stato particolarmente evidente in alcuni mercati chiave: Francia, Spagna e Germania hanno registrato flessioni importanti, confermando come la transizione non sia più limitata ai Paesi del Nord Europa, ma stia interessando anche i grandi mercati continentali.
Parallelamente, le auto elettriche hanno mostrato crescite molto forti proprio nei Paesi più rilevanti per volumi. In Italia le immatricolazioni BEV sono cresciute del 75,7% nel mese di maggio, in Francia del 55,4% e in Germania del 40,9%. Numeri che segnalano una fase di accelerazione concreta, pur con tutte le differenze ancora presenti tra i vari mercati nazionali.
Tesla torna protagonista, ma la Cina cambia gli equilibri
La crescita dell’elettrico in Europa è stata sostenuta anche dal ritorno in forte evidenza di Tesla. A maggio il marchio americano ha quasi raddoppiato i propri volumi nel Vecchio Continente, spinto soprattutto dalla Model Y e dalla Model 3.
La Model Y si è confermata la BEV più venduta del mese con oltre 17.000 unità, mentre la Model 3 ha registrato una crescita molto marcata, tornando tra i modelli elettrici più richiesti. Dopo mesi più complessi, Tesla ha quindi ritrovato slancio commerciale in Europa, dimostrando quanto il prodotto, il prezzo e la capacità industriale restino fattori decisivi.
Ma la vera trasformazione riguarda la crescita dei costruttori cinesi. A maggio i marchi provenienti dalla Cina hanno immatricolato oltre 121.000 vetture in Europa, raddoppiando i volumi rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente e conquistando una quota record del 10,7%.
Non si tratta più di una presenza marginale o sperimentale. I brand cinesi stanno diventando attori centrali nel mercato europeo, con gamme sempre più ampie, tecnologie competitive, prezzi aggressivi e una rapidità di sviluppo che mette pressione ai costruttori tradizionali.
BYD supera SAIC: nuovo sorpasso tra i costruttori cinesi
Tra i marchi cinesi si è consumato un altro sorpasso significativo: BYD ha superato SAIC, gruppo proprietario di MG, diventando il brand cinese più venduto in Europa.
La crescita di BYD è particolarmente rilevante perché non riguarda soltanto i volumi, ma anche il posizionamento. Il costruttore cinese sta costruendo in Europa una presenza sempre più articolata, che passa dai modelli 100% elettrici alle plug-in hybrid DM-i, fino al nuovo marchio premium Denza.
Accanto a BYD avanzano rapidamente anche altri player. Chery sta accelerando con forza, mentre Leapmotor mostra tassi di crescita molto elevati, anche grazie alla collaborazione industriale e commerciale con Stellantis. Il risultato è un mercato europeo sempre più competitivo, dove il confronto non si gioca più soltanto tra costruttori storici, ma tra ecosistemi industriali globali.
Una svolta industriale, non solo commerciale
Il sorpasso dell’elettrico sulla benzina nell’area europea allargata non significa che la transizione sia completata. Restano nodi importanti: infrastrutture di ricarica, prezzo d’acquisto, disponibilità di modelli accessibili, costo dell’energia, gestione delle flotte e fiducia dei consumatori.
Ma il dato di maggio conferma che il cambiamento è ormai entrato in una fase nuova. L’elettrico non è più soltanto una promessa futura o una scelta di nicchia. È diventato uno dei pilastri del mercato automobilistico europeo.
Per i costruttori, questo significa dover accelerare su piattaforme dedicate, software, batterie, efficienza e filiere produttive. Per l’Europa, invece, la sfida è ancora più ampia: difendere la propria industria, aumentare la competitività, sviluppare infrastrutture adeguate e non lasciare che la transizione venga governata soltanto da Stati Uniti e Cina.
Il futuro è già iniziato
Maggio 2026 resterà probabilmente come uno spartiacque nella storia recente dell’automobile europea. Il sorpasso delle auto elettriche sulle benzina, considerando l’intera regione UE, EFTA e Regno Unito, non chiude il dibattito sulla transizione, ma lo sposta su un piano più concreto.
Non si tratta più di chiedersi se l’elettrico crescerà. Sta già crescendo.
La vera domanda, adesso, è chi saprà guidare questa trasformazione e chi invece rischierà di subirla.


