Il primo modello del nuovo marchio nato dalla collaborazione tra Jaguar Land Rover e Chery conquista subito il mercato cinese. Oltre 800 CV, architettura a 800 Volt e circa 300 km di autonomia elettrica per il maxi SUV EREV.
Il nome Freelander torna protagonista e lo fa con numeri importanti. Il nuovo Freelander 8, primo modello sviluppato nell’ambito della joint venture tra Jaguar Land Rover e Chery, ha raccolto oltre 10.000 ordini nelle prime 48 ore dall’apertura delle prenotazioni in Cina.

Un risultato significativo soprattutto considerando il posizionamento del modello, decisamente premium rispetto alla media del mercato cinese.
La nuova Freelander, però, ha ben poco in comune con il SUV che molti automobilisti europei ricordano. Non siamo davanti alla nuova generazione della vecchia Land Rover Freelander, ma al primo modello di un nuovo marchio indipendente, sviluppato all’interno della collaborazione Chery Jaguar Land Rover.
Da circa 40.000 euro in Cina
Le prevendite sono partite il 14 agosto, con un prezzo iniziale di 339.900 yuan, equivalenti a circa 40.000 euro.
La gamma prevede cinque configurazioni, disponibili con abitacolo a cinque o sei posti, oltre a una versione speciale di lancio limitata a 1.000 unità.
La strategia è interessante: Chery mette a disposizione piattaforme e tecnologie sviluppate in Cina, mentre JLR contribuisce con design, esperienza nel segmento premium e soprattutto con il valore storico del nome Freelander.
Una formula che ricorda, almeno per impostazione industriale, quanto già visto con altri marchi europei che hanno stretto collaborazioni profonde con gruppi cinesi per accelerare lo sviluppo di nuovi modelli elettrificati.
Dimensioni da vera ammiraglia SUV
La Freelander 8 non passa certamente inosservata.
Misura:
- 5,12 metri di lunghezza
- 2,05 metri di larghezza
- 1,93 metri di altezza
- 3,04 metri di passo
Dimensioni che la collocano nel territorio dei grandi SUV premium.
Le linee sono squadrate, il frontale è verticale e l’impostazione generale richiama volutamente il mondo Land Rover, pur senza utilizzare il celebre marchio britannico.
Il design viene definito “Castle Body”, con una zona inferiore visivamente robusta e una parte superiore più leggera. Interessante anche il piccolo finestrino posteriore triangolare, un dettaglio che richiama la Freelander originale.
829 CV e circa 300 km in elettrico
La parte più interessante per noi di AutoMotoElettriche si trova naturalmente sotto la carrozzeria.
La Freelander 8 utilizza la nuova piattaforma iMax con architettura elettrica a 800 Volt, progettata per poter supportare differenti tipologie di propulsione: elettrica, plug-in hybrid e range extender.
Al debutto troviamo proprio una configurazione EREV – Extended Range Electric Vehicle.
Il sistema utilizza un motore benzina 1.5 turbo da 156 CV principalmente a supporto della generazione di energia, abbinato a due motori elettrici.
La batteria, fornita da CATL, ha una capacità di 60,3 kWh e permette di percorrere circa 300 km utilizzando l’energia elettrica, secondo i dati dichiarati per il mercato cinese.
La potenza complessiva del sistema raggiunge addirittura 829 CV, sufficienti per portare questo enorme SUV da 0 a 100 km/h in appena 4,6 secondi.
Numeri che raccontano bene quanto rapidamente stia evolvendo il mercato cinese: batterie importanti, potenze elevatissime e tecnologie da segmento premium concentrate nello stesso prodotto.
Tecnologia anche per il fuoristrada
Nonostante la grande attenzione all’elettrificazione e alla tecnologia digitale, Freelander non vuole dimenticare il proprio DNA da SUV.
Il sistema i-ATS Intelligent All-Terrain permette di gestire differenti modalità di guida e lavora insieme a una configurazione tecnica particolarmente sofisticata.
Sono presenti un blocco meccanico anteriore, un differenziale elettronico e-LSD posteriore e un cosiddetto blocco centrale virtuale.
A completare il pacchetto troviamo anche sospensioni pneumatiche a doppia camera, soluzione pensata per migliorare comfort, dinamica di guida e capacità sui fondi più impegnativi.
Dentro sembra quasi un salotto digitale
L’abitacolo porta il concetto di digitalizzazione a un livello ancora superiore.
Davanti agli occupanti si sviluppa un enorme display panoramico 8K da 46,3 pollici, largo quasi 1,2 metri, accompagnato da uno schermo centrale da 15,6 pollici.
Il sistema multimediale viene gestito da un processore Qualcomm Snapdragon 8397.
Grande attenzione anche agli ADAS: la Freelander 8 adotta la piattaforma Huawei Qiankun ADS 5, supportata da LiDAR anteriore e numerosi sensori dedicati alla guida assistita.
È un altro esempio di come l’automobile stia diventando sempre più un concentrato di software, sensoristica, intelligenza artificiale ed elettronica di potenza.
Freelander punta anche all’Europa
La Freelander 8 rappresenta solamente il primo capitolo.
La joint venture Chery Jaguar Land Rover avrebbe in programma sei nuovi modelli Freelander nei prossimi cinque anni, con vetture di dimensioni differenti.
Dopo la Cina, uno dei primi mercati internazionali dovrebbe essere il Medio Oriente, dove il nuovo marchio sta preparando la propria rete commerciale.
Nel piano globale rientra anche l’Europa, con un possibile debutto a partire dal 2027, anche se gamma e calendario definitivo devono ancora essere ufficializzati.
Modelli più compatti potrebbero arrivare successivamente e risultare decisamente più interessanti per il mercato europeo.
L’obiettivo dichiarato è ambizioso: portare Freelander in oltre 90 Paesi nei prossimi cinque anni attraverso una rete che potrebbe raggiungere circa 1.100 punti vendita.
Il Pensiero AutoMotoElettriche
Il ritorno di Freelander racconta qualcosa di molto più grande del semplice recupero di un nome storico.
Oggi le collaborazioni tra industria automobilistica europea e cinese stanno cambiando rapidamente: design, tradizione e forza del marchio europeo si incontrano con piattaforme, batterie, software e velocità di sviluppo della Cina.
E la Freelander 8 ne è un esempio quasi perfetto.
Certo, parlare di un SUV da oltre cinque metri e 829 CV come soluzione alla mobilità sostenibile sarebbe una forzatura. Ma è altrettanto evidente quanto l’elettrificazione stia permettendo di sperimentare architetture nuove e prestazioni che fino a pochi anni fa sembravano incompatibili con autonomie elettriche importanti.
La domanda, guardando soprattutto all’Europa, sarà un’altra: quando arriveranno le Freelander più compatte, riusciranno davvero a unire tecnologia cinese, identità britannica e prezzi competitivi?
Se accadrà, il ritorno di Freelander potrebbe diventare molto più interessante di una semplice operazione nostalgia.

Sono uno studente di ingegneria meccanica con una forte passione per il motorsport e l’automotive. Ho fatto parte di un team di Formula SAE, contribuendo alla progettazione e realizzazione di una monoposto da competizione. Membro del reparto powertrain e tecnico di cella motori, ho avuto esperienza anche come pilota.

