Test drive a Fiuggi dell’ammiraglia tecnologica cinese: quasi 575 CV, sospensioni pneumatiche, ricarica fino a 525 kW e un abitacolo pensato più per viaggiare che semplicemente per guidare
Ci sono automobili che si raccontano partendo dal motore, altre dalla dinamica di guida. Con XPENG G9 bisogna partire invece dalla tecnologia.
Perché XPENG non vuole essere considerata semplicemente una casa automobilistica cinese. È una tech company che costruisce automobili, sviluppa software, intelligenza artificiale, sistemi di assistenza alla guida, robotica e perfino soluzioni dedicate alla mobilità aerea.
Lo abbiamo capito ancora meglio trascorrendo alcuni giorni con la sua ammiraglia europea, la XPENG G9 Performance AWD, portandola sulle strade intorno a Fiuggi.
E dopo averla guidata, una sensazione rimane più forte delle altre: la G9 non cerca necessariamente di convincerti a guidare di più. Cerca quasi di convincerti a rilassarti e lasciarti trasportare.
Ed è probabilmente questo l’aspetto più interessante della vettura.
Un SUV importante, ma senza eccessi stilistici
XPENG G9 appartiene a quella categoria di grandi SUV premium che fanno percepire immediatamente la propria presenza sulla strada.
La lunghezza è di 4.891 mm, la larghezza raggiunge 1.937 mm, mentre il passo sfiora i tre metri con 2.998 mm.
Dimensioni importanti, accompagnate però da un design decisamente più pulito rispetto a quello di molti concorrenti.
Niente enormi calandre, nervature esasperate o soluzioni estetiche particolarmente aggressive.
La G9 preferisce superfici morbide, proporzioni equilibrate e un frontale dominato dalla firma luminosa orizzontale.
Una sorta di lama LED che attraversa la parte anteriore dell’auto e che XPENG utilizza per enfatizzare visivamente la larghezza della vettura.
Il risultato è interessante perché la G9 riesce ad apparire elegante senza perdere quella presenza scenica che ci si aspetta da un SUV di questa categoria.
Sulla nostra Performance completano il quadro i grandi cerchi e un’impostazione generale decisamente muscolosa, ma mai eccessivamente appariscente.
Telecamere e sensori ovunque
Avvicinandosi alla vettura ci si rende conto immediatamente di quanto la tecnologia faccia parte del progetto.
Telecamere, radar e sensori permettono alla vettura di ricostruire digitalmente ciò che accade intorno all’auto.
Persino gli specchietti ospitano telecamere integrate.
La visualizzazione a 360 gradi è particolarmente efficace durante le manovre e permette praticamente di osservare la vettura dall’esterno mentre ci si trova all’interno dell’abitacolo.
Il sistema XPILOT comprende inoltre numerosi ADAS e funzioni di assistenza al parcheggio, compresa la possibilità di far eseguire alla vettura buona parte della manovra automaticamente.
Va naturalmente ricordato che parliamo di sistemi di assistenza alla guida: il conducente rimane responsabile della vettura e deve mantenere l’attenzione sulla strada.
Ma osservando l’evoluzione tecnologica di XPENG è abbastanza evidente quale sia la direzione intrapresa dall’azienda.
Dentro sembra più una lounge che un’automobile
È probabilmente nell’abitacolo che XPENG G9 riesce maggiormente a distinguersi.
La plancia è estremamente minimalista.
Pochissimi pulsanti fisici, superfici pulite e grandi display dominano l’ambiente.
Davanti troviamo una configurazione digitale nella quale spiccano i grandi schermi centrali e quello dedicato al passeggero anteriore.
Quest’ultimo può utilizzare applicazioni e contenuti multimediali durante il viaggio senza disturbare eccessivamente il conducente grazie alla particolare gestione della visualizzazione laterale.
Un dettaglio apparentemente secondario, ma che racconta bene la filosofia della G9.
XPENG ha progettato l’abitacolo pensando anche al tempo trascorso come passeggeri.
Sedili: qui il comfort diventa protagonista
I sedili meritano un capitolo a parte.
Sono ampi, molto morbidi e pensati chiaramente per affrontare lunghe percorrenze.
Riscaldamento, ventilazione e funzioni massaggio trasformano rapidamente l’abitacolo in una piccola lounge.
Durante il nostro test abbiamo apprezzato particolarmente proprio questo aspetto.
La G9 ti porta quasi spontaneamente ad abbassare il ritmo.
Non perché manchino le prestazioni — tutt’altro — ma perché l’ambiente interno invita a viaggiare in maniera rilassata.
Molto curate anche le finiture della vettura in prova, con il contrasto chiaro-scuro dell’abitacolo capace di amplificare ulteriormente la sensazione premium.
Interessanti anche alcuni dettagli scenografici, come gli elementi dell’impianto audio integrati nella plancia.
Due smartphone, due ricariche wireless da 50 watt
Tra le soluzioni che abbiamo apprezzato maggiormente durante l’utilizzo quotidiano ci sono anche le due piastre di ricarica wireless dedicate agli smartphone.
Ognuna può arrivare a 50 watt ed è dotata di raffreddamento.
Può sembrare un dettaglio marginale, ma chi utilizza spesso la ricarica wireless sa perfettamente quale sia uno dei problemi principali: il surriscaldamento del telefono.
Raffreddare la superficie permette invece allo smartphone di mantenere più facilmente elevate potenze di ricarica.
È uno di quei piccoli particolari che dimostrano quanto XPENG ragioni sull’automobile partendo dall’esperienza digitale dell’utente.
Piattaforma a 800 volt: qui XPENG mostra i muscoli
Se gli interni impressionano per comfort, è sul fronte della ricarica che la G9 mette sul tavolo uno dei suoi argomenti più importanti.
La nuova generazione utilizza un’architettura elettrica a 800 volt.
La batteria delle versioni Long Range e Performance arriva a 94,6 kWh lordi, mentre la potenza massima di ricarica in corrente continua può raggiungere addirittura 525 kW.
Numeri che fino a pochissimo tempo fa sembravano appartenere più alle infrastrutture sperimentali che alle automobili di produzione.
Nelle condizioni ideali XPENG dichiara un passaggio dal 10 all’80% in circa 12 minuti.
Naturalmente per sfruttare realmente queste potenze è necessario trovare infrastrutture capaci di erogarle e le condizioni di temperatura e stato di carica devono essere favorevoli.
Ma il punto è un altro.
La G9 dimostra quanto rapidamente stia cambiando il concetto stesso di viaggio elettrico.
Quando la ricarica comincia ad avvicinarsi ai tempi di una normale sosta autostradale, uno dei principali limiti percepiti dell’auto elettrica inizia concretamente a ridimensionarsi.
XPENG G9 Performance: circa 575 CV e trazione integrale
La vettura protagonista del nostro test è la AWD Performance.
Due motori elettrici e trazione integrale permettono al sistema di sviluppare circa 575 CV e 695 Nm di coppia.
Numeri importanti.
Molto importanti.
La risposta dell’acceleratore è immediata e quando si affonda completamente il pedale la massa della G9 sembra improvvisamente scomparire.
Lo 0-100 km/h viene coperto in poco più di quattro secondi a seconda della configurazione e dell’omologazione di mercato.
Ma fermarsi alle prestazioni sarebbe un errore.
Perché questa non è una vettura nata principalmente per affrontare una strada di montagna cercando il limite.
Come va su strada? Prima di tutto, comoda
La parola che probabilmente descrive meglio XPENG G9 è comfort.
La nostra Performance utilizza sospensioni pneumatiche adattive che permettono di modificare altezza e comportamento della vettura.
Alle velocità più elevate o selezionando modalità più dinamiche l’assetto può abbassarsi automaticamente.
Ma anche scegliendo le impostazioni più sportive rimane evidente quale sia stata la priorità degli ingegneri.
Isolare gli occupanti dalla strada.
Buche, giunti e asperità vengono filtrati con grande efficacia e sulle strade intorno a Fiuggi abbiamo avuto spesso la sensazione di scivolare sull’asfalto più che di percorrerlo.
Lo sterzo è leggero e coerente con questa filosofia.
Quando si aumenta il ritmo la massa naturalmente emerge e la G9 non cerca di trasformarsi artificialmente in una sportiva.
Personalmente la considero una scelta sensata.
Con quasi cinque metri di lunghezza, un grande pacco batterie e un abitacolo progettato come una lounge, avrebbe poco senso inseguire dinamiche da coupé.
Una specie di business class su quattro ruote
Ed è proprio guidandola lentamente che abbiamo iniziato a capire meglio questa vettura. La G9 è una di quelle auto nelle quali, paradossalmente, potrebbe essere quasi più interessante viaggiare dal lato passeggero.
Sedile ventilato.
Massaggio attivo.
Schermo dedicato.
Streaming.
Silenzio.
Sospensioni pneumatiche.
Climatizzazione.
Audio premium.
Immaginate ora tutto questo combinato, in futuro, con sistemi di guida automatizzata sempre più evoluti.
Il concetto diventa immediatamente chiaro.
Più che semplicemente un’automobile, la G9 vuole diventare uno spazio nel quale trascorrere il tempo durante uno spostamento.
Una sorta di business class elettrica su quattro ruote.
Autonomia: fino a 585 km sulla Long Range
La Performance da noi provata abbina la batteria da 94,6 kWh a un’autonomia omologata nell’ordine dei 540 km WLTP.
Chi privilegia l’efficienza può invece orientarsi sulla RWD Long Range, sempre con batteria da 94,6 kWh, che arriva ufficialmente fino a circa 585 km WLTP nelle specifiche MY2026.
La Standard Range utilizza invece una batteria più piccola da circa 80 kWh.
Una gamma quindi abbastanza semplice da interpretare:
Standard Range per contenere prezzo e peso.
Long Range per massimizzare l’autonomia.
Performance per chi vuole trazione integrale, sospensioni pneumatiche e prestazioni decisamente superiori.
XPENG non vuole essere soltanto una casa automobilistica
Per capire davvero la G9 bisogna però osservare quello che XPENG sta costruendo intorno all’automobile.
L’azienda cinese sta investendo contemporaneamente in intelligenza artificiale, guida intelligente, robot umanoidi e mobilità aerea.
Già alla Milano Design Week XPENG aveva mostrato in Europa sia il robot umanoide IRON sia il velivolo elettrico AEROHT X2, mentre la strategia più recente del marchio parla apertamente di un ecosistema di Physical AI nel quale automobile, robotica e nuove forme di mobilità iniziano progressivamente a convergere.
Ed è forse proprio questo il vero elemento distintivo.
XPENG utilizza l’automobile come una piattaforma tecnologica in continua evoluzione.
Software e aggiornamenti OTA diventano quindi importanti quasi quanto motori, sospensioni e batteria.
Conclusioni: G9 convince quando smette di voler sembrare un’auto sportiva
Dopo aver trascorso diversi giorni con XPENG G9, la conclusione è piuttosto semplice.
Le prestazioni impressionano.
La ricarica fino a 525 kW impressiona ancora di più.
La tecnologia sicuramente incuriosisce.
Ma l’elemento che abbiamo apprezzato maggiormente è probabilmente un altro.
La coerenza del progetto.
XPENG non ha cercato di trasformare un enorme SUV elettrico premium in qualcosa che non è.
La G9 nasce per viaggiare.
Per isolare.
Per rilassare.
Per offrire spazio e tecnologia.
Quando si vuole andare forte, i circa 575 CV della Performance sono lì.
Ma dopo qualche chilometro passa quasi la voglia di utilizzarli continuamente.
Si abbassa il ritmo, parte il massaggio del sedile, le sospensioni filtrano la strada e il silenzio dell’elettrico fa il resto.
E mentre attraversiamo il paesaggio di Fiuggi, cominciamo quasi a capire quale potrebbe essere il vero lusso dell’automobile del futuro.
Non guidare necessariamente più forte.
Ma arrivare a destinazione più rilassati di quando siamo partiti.
E sotto questo aspetto, la XPENG G9 ha già capito parecchie cose.
Sono uno studente di ingegneria meccanica con una forte passione per il motorsport e l’automotive. Ho fatto parte di un team di Formula SAE, contribuendo alla progettazione e realizzazione di una monoposto da competizione. Membro del reparto powertrain e tecnico di cella motori, ho avuto esperienza anche come pilota.