Il terzo trimestre 2025 regala a Tesla numeri da record: 497.099 veicoli consegnati tra luglio e settembre, un +7,4% rispetto allo stesso periodo del 2024 e ben oltre le 443.919 unità attese dagli analisti. Si tratta del miglior trimestre della storia recente per la casa di Austin, spinto dalla corsa agli acquisti negli Stati Uniti prima della scadenza del credito d’imposta federale da 7.500 dollari, terminato il 30 settembre.

Eppure, la Borsa non ha festeggiato. Dopo un’apertura in positivo, il titolo Tesla ha chiuso in rosso, perdendo oltre il 4% a due ore dalla fine della seduta. Il motivo? Il rally di settembre (+35% in un solo mese, miglior performance tra i “Magnificent Seven”) aveva già scontato aspettative molto elevate. Il copione è il classico: buy the rumor, sell the news.
I nodi irrisolti: margini e incentivi
Se il trimestre è stato brillante, restano ombre sul futuro prossimo. Lo stesso management ha parlato di “alcuni trimestri difficili” in arrivo: margini sotto pressione per sconti e incentivi, calo dei crediti regolatori con la revisione normativa avviata dall’amministrazione Trump e una domanda incerta dopo la fine del tax credit.
Musk, patrimonio da record
La giornata ha segnato anche un primato personale per Elon Musk: secondo Forbes, è diventato il primo uomo al mondo a superare i 500 miliardi di dollari di patrimonio netto, salvo ripiegare in chiusura a 499,1 miliardi. La sua ricchezza non è legata soltanto a Tesla (di cui detiene circa il 12%), ma anche alla crescita di SpaceX (stimata fino a 400 miliardi di dollari) e della nuova startup di intelligenza artificiale xAI, che punta a una valorizzazione da 200 miliardi.
Il tutto mentre Tesla ha presentato a settembre un controverso piano di compensi da 1.000 miliardi di dollari per Musk, il più grande mai proposto a un CEO, che sarà votato alla prossima assemblea degli azionisti.
Cina ed Europa: i veri banchi di prova
Se negli USA il trimestre è stato da record, fuori dai confini la sfida si fa durissima. In Europa Tesla ha recuperato a settembre, ma il saldo dei primi otto mesi resta negativo: -33% di immatricolazioni, a fronte di un mercato elettrico in crescita del 27%. In Italia il dato è ancor più pesante: -25,6%.
In Cina, la concorrenza locale non lascia respiro. BYD ha consegnato oltre 582 mila veicoli elettrici e ibridi nello stesso trimestre, superando Tesla e consolidando la leadership. Accanto a lei, marchi come Geely, Xpeng e Xiaomi crescono a doppia cifra, mentre le esportazioni dalla Gigafactory di Shanghai hanno segnato flessioni in sette degli ultimi otto mesi.
Tra record e incognite
Il quadro che emerge è duplice: da un lato Musk celebra traguardi personali e Tesla batte le attese, dall’altro gli investitori guardano oltre i numeri e vedono un mercato in trasformazione, con la competizione globale più serrata che mai.
Per Tesla, la vera sfida sarà mantenere la leadership in un settore che corre a ritmi sempre più rapidi, con nuove tecnologie, nuovi attori e un equilibrio geografico che si sposta sempre più verso la Cina.
La domanda per i prossimi trimestri è chiara: il record di oggi rappresenta un punto di svolta o solo una tregua prima di una fase più complessa?

