Il percorso verso la mobilità 100% elettrica non è lineare e Renault lo sa bene. Per questo il costruttore francese sta valutando una soluzione intermedia pensata per ridurre l’ansia da autonomia e rendere l’elettrico più accessibile, soprattutto in quelle aree d’Europa dove le infrastrutture di ricarica non sono ancora capillari: la tecnologia Super Hybrid con range extender.

Secondo quanto riportato da Autocar, Renault sta sviluppando una nuova piattaforma di prossima generazione, inizialmente pensata per veicoli 100% elettrici, ma ora in fase di adattamento per accogliere anche versioni dotate di range extender.
Cos’è il range extender e perché può fare la differenza
Il principio è semplice ma efficace: un piccolo motore endotermico non collegato alle ruote, che funziona esclusivamente come generatore di energia per ricaricare la batteria quando necessario. La trazione resta sempre elettrica, ma l’autonomia complessiva può superare abbondantemente i 1.000 km, eliminando una delle principali barriere psicologiche all’acquisto di un’auto elettrica.
Una soluzione che non va letta come un passo indietro, ma come un ponte tecnologico verso un futuro full electric più maturo e diffuso.

Horse C15: il cuore del Super Hybrid Renault
La tecnologia presa in considerazione da Renault arriva da Horse Powertrain, realtà specializzata in sistemi di propulsione avanzati. Il sistema si chiama Horse C15 ed è stato presentato al Salone di Monaco 2025.
Caratteristiche principali del Horse C15:
- Dimensioni ultra compatte: 500 × 550 × 275 mm
- Motore 4 cilindri aspirato 1.5 litri
- Generatore, inverter e raffreddamento integrati
- Omologazione Euro 7 ready
- Potenza fino a 70 kW per segmenti B e C
- Versione turbo da 120 kW per segmenti D e veicoli commerciali leggeri
Una soluzione modulare, pensata per adattarsi a diverse tipologie di veicoli senza stravolgerne l’architettura elettrica.
La visione Renault: elettrico sì, ma con flessibilità
A chiarire il cambio di approccio è stato Bruno Vanel, responsabile prodotto Renault, che ha spiegato come l’azienda stia adottando una strategia “a due gambe”:
La direzione è chiaramente verso i veicoli elettrici, ma l’adozione non è stata rapida come previsto. Dobbiamo rimanere flessibili, soprattutto nei segmenti C e D e in alcune aree del Sud Europa, dove non tutti possono ricaricare ogni due o tre giorni.
Il messaggio è chiaro: l’elettrico resta il punto di arrivo, ma le soluzioni di estensione dell’autonomia possono accelerare la transizione, rendendola più inclusiva e realistica.
Debutto dal 2028, su una nuova piattaforma
I primi modelli Renault basati su questa architettura Super Hybrid non arriveranno prima del 2028. Un dettaglio importante: la Casa francese ha escluso qualsiasi adattamento delle piattaforme attuali. Se il range extender entrerà in gamma, lo farà solo sulla nuova piattaforma, progettata fin dall’inizio per ospitare sia versioni 100% elettriche sia elettriche con range extender.
Il punto di vista Automotoelettriche
La strategia Renault intercetta una realtà concreta: il mercato europeo non è uniforme. In questo contesto, il Super Hybrid può rappresentare una chiave di accesso intelligente all’elettrico, riducendo l’ansia da ricarica senza rinunciare ai vantaggi della guida elettrica.
Non è un ritorno al passato, ma un passaggio evolutivo, pensato per accompagnare utenti, territori e infrastrutture verso un futuro elettrico più solido, credibile e condiviso.

