Produzione in crescita del 25%, oltre 625 mila vetture previste nel 2026. François Provost rilancia la sfida industriale: costruire auto elettriche in Europa mantenendo prezzi competitivi e margini sostenibili.
Mentre una parte dell’industria automobilistica europea continua a discutere di sovracapacità produttiva, riduzione dei costi e possibili chiusure di stabilimenti, Renault sceglie una strada diversa: aumentare ancora gli investimenti in Francia e puntare con decisione sulla mobilità elettrica.
Il gruppo guidato dal CEO François Provost prevede infatti di investire oltre 10 miliardi di euro in Francia nei prossimi cinque anni, concentrando una parte importante delle risorse sull’elettrificazione, sull’efficienza produttiva e sulla riduzione dei costi dei nuovi modelli.
L’obiettivo è ambizioso: dimostrare che produrre automobili elettriche in Europa può essere economicamente sostenibile senza rinunciare alla competitività rispetto ai costruttori asiatici.
Renault aumenta la produzione in Francia
Il dato più significativo riguarda proprio i volumi produttivi.
Nel 2025 Renault aveva costruito circa 500 mila automobili in Francia. Per il 2026 il gruppo punta ad aumentare la produzione di almeno il 25%, superando quindi le 625 mila unità.
Una crescita importante, sostenuta soprattutto dall’aumento della domanda di veicoli elettrici e dall’arrivo sul mercato di modelli strategici come Renault 5 E-Tech Electric e Renault 4 E-Tech Electric.
La Francia continua così a rappresentare uno dei pilastri industriali della strategia elettrica del gruppo.
Dopo 13 miliardi di investimenti Renault rilancia ancora
Il nuovo piano arriva dopo un ciclo di investimenti particolarmente intenso.
Negli ultimi cinque anni Renault ha già investito circa 13 miliardi di euro in Francia, destinando una parte consistente delle risorse alla trasformazione degli stabilimenti e della filiera verso l’elettrificazione.
Il gruppo aveva inoltre indicato la possibilità di investire ulteriormente nell’ambito del piano strategico futuREady, subordinando però parte degli investimenti alla presenza di condizioni industriali, economiche e politiche favorevoli.
Provost ha ora quantificato il prossimo impegno in oltre 10 miliardi di euro nei prossimi cinque anni.
Una scelta che rappresenta anche un messaggio alle istituzioni francesi ed europee: Renault è pronta a continuare a produrre e investire in Europa, ma chiede un quadro normativo stabile e condizioni competitive rispetto alle altre grandi aree industriali mondiali.
L’elettrico spinge la produzione francese
Alla base della strategia Renault c’è anche la crescita del mercato delle auto elettriche.
In Francia le BEV stanno conquistando una quota sempre più rilevante delle nuove immatricolazioni, sostenute dagli incentivi, dalla crescita dell’offerta e dalla progressiva diffusione di modelli più accessibili.
Per Renault questo scenario sta permettendo di valorizzare una strategia industriale avviata già da diversi anni.
Il gruppo ha infatti concentrato nel nord della Francia una parte importante della propria filiera elettrica, creando un vero ecosistema industriale dedicato alla produzione di veicoli, batterie e componentistica.
A luglio Renault aveva inoltre celebrato il traguardo di un milione di veicoli elettrici prodotti in Francia dal 2010.
Un risultato utilizzato dal costruttore come dimostrazione della possibilità di mantenere in Europa una parte significativa della catena del valore dell’automobile elettrica.
La vera sfida è produrre elettriche accessibili
Il punto centrale della strategia Renault riguarda però i costi.
La competizione con i costruttori cinesi sta infatti obbligando tutta l’industria europea a ripensare processi produttivi, piattaforme e supply chain.
Volkswagen sta lavorando per ridurre significativamente i costi della propria struttura industriale tedesca, mentre Stellantis continua a gestire una capacità produttiva non completamente utilizzata in diversi stabilimenti europei e sta sviluppando nuove collaborazioni industriali anche con partner cinesi.
Renault prova invece a dimostrare che l’elettrificazione può diventare uno strumento per riportare volumi produttivi nelle fabbriche europee, migliorando contemporaneamente efficienza e competitività.
La prossima generazione di vetture elettriche dovrà quindi essere non soltanto tecnologicamente avanzata, ma soprattutto più economica da produrre.
Il piano futuREady guarda al 2030
La strategia industriale rientra nel piano futuREady, attraverso il quale Renault punta ad accelerare profondamente la trasformazione del gruppo.
Il programma prevede il lancio di fino a 36 nuovi modelli entro il 2030, accompagnato da investimenti nell’elettrificazione, nel software e nell’utilizzo dell’intelligenza artificiale all’interno dei processi produttivi.
L’obiettivo è ridurre i tempi di sviluppo delle vetture, migliorare l’efficienza industriale e abbassare progressivamente il costo delle nuove tecnologie.
Per Renault la partita dell’auto elettrica europea si giocherà proprio su questo terreno.
Non sarà sufficiente costruire più automobili elettriche in Europa. Bisognerà riuscire a farlo con costi competitivi, prezzi accessibili e margini sostenibili.
Ed è probabilmente questa la sfida più importante per tutta l’industria automobilistica europea dei prossimi anni: trasformare l’elettrificazione da semplice transizione tecnologica in una nuova opportunità industriale.