Il nuovo paradigma secondo lo studio EV Forward 2025
Il passaggio da un’auto termica a una elettrica non è mai solo una questione tecnica. Le batterie impongono limiti diversi, i tempi di ricarica cambiano il modo di viaggiare e, in molti casi, serve un vero reset delle abitudini di guida. Per anni abbiamo dato per scontato che le due grandi barriere all’adozione dell’auto elettrica fossero autonomia e ricarica. E invece, qualcosa sta cambiando.
A ribaltare la prospettiva è il rapporto EV Forward 2025 – Product Deep Dive, realizzato dalla società di consulenza Escalent, che ha analizzato in profondità i criteri di acquisto degli automobilisti interessati alle vetture a zero emissioni. I risultati sono, per certi versi, sorprendenti.

Il dato che non ti aspetti: vince il design
Secondo lo studio, il 71% degli intervistati considera il design esterno un fattore fondamentale nella scelta di un’auto elettrica. Un numero nettamente superiore a quello di chi mette al primo posto l’autonomia, che si ferma al 39%.
Non solo:
- Il 49% indica lo stile degli interni come elemento chiave
- Circa la metà degli intervistati afferma che la propria auto deve essere elegante
- Molti meno dichiarano di preferire un design esclusivamente funzionale
Il messaggio è chiaro: l’estetica non è più un compromesso accettabile.
Autonomia sì, ma non a qualsiasi prezzo
Questo non significa che l’autonomia non conti più. Conta eccome. Ma il suo peso relativo sta diminuendo, soprattutto nei mercati urbani e suburbani, dove i chilometri giornalieri sono prevedibili e la ricarica domestica o aziendale è sempre più diffusa.
In altre parole:
👉 molti automobilisti sono disposti a sacrificare qualche chilometro di autonomia,
👉 ma non sono più disposti a convivere con un’auto che non li rappresenta esteticamente.
Ed è un cambio culturale enorme.
Il problema? Tante elettriche non convincono (ancora)
Un altro dato interessante emerso dal report riguarda la percezione generale del prodotto: una parte significativa degli intervistati ritiene che molte auto elettriche oggi sul mercato non soddisfino le aspettative estetiche.
Design troppo anonimi, linee forzatamente futuristiche o, al contrario, soluzioni viste come “di compromesso”. Il risultato è che l’auto elettrica viene percepita come razionale, tecnologica, ma non sempre desiderabile.
E nel 2026, questo non basta più.
Prezzo: l’ostacolo che resta
Se il design sale in cima alle priorità, il prezzo rimane il principale freno all’acquisto.
Nel 40% dei casi, è proprio il costo a separare i consumatori dall’auto elettrica.
Qui però entra in gioco un altro fattore: quando le specifiche tecniche si allineano (autonomia adeguata, ricarica rapida, dotazioni complete), l’attenzione si sposta inevitabilmente su ciò che l’auto comunica. E cioè stile, identità, personalità.
Dal compromesso tecnico al desiderio
Escalent sottolinea un aspetto chiave dell’evoluzione del mercato:
fino a pochi anni fa gli acquirenti erano disposti ad accettare forti compromessi estetici pur di avere il meglio dal punto di vista tecnico. Oggi non più.
Le prestazioni delle elettriche sono cresciute in modo consistente. Batterie, motori, software e piattaforme sono maturi. E quando la tecnica smette di essere il problema, l’auto torna a essere anche un oggetto emozionale.
Esattamente come è sempre stata.
Il punto di vista Automotoelettriche
Questo studio fotografa perfettamente ciò che vediamo ogni giorno nei test drive:
l’auto elettrica non deve solo funzionare bene, deve piacere. Deve essere guardata, vissuta, desiderata.
La transizione non si completerà a colpi di schede tecniche, ma quando le elettriche smetteranno di chiedere scuse e inizieranno a farsi scegliere con naturalezza.
E voi?
Preferireste più autonomia o un’auto elettrica che vi faccia girare a guardarla ogni volta che la parcheggiate?

