Ferrari ha scelto una parola semplice e potentissima per inaugurare la sua era elettrica: Luce.
È questo il nome della prima Ferrari 100% elettrica, svelata a San Francisco con un’anteprima che non mostra ancora la carrozzeria, ma va dritta al cuore dell’esperienza: gli interni.
Una mossa tutt’altro che casuale. Prima della forma, Ferrari vuole raccontare il rapporto tra pilota e macchina, anche quando il motore non canta più a benzina.

Un nome che cambia tutto
Con Luce, Ferrari inaugura una nuova logica di denominazione. Non una sigla tecnica, non un numero: un concetto.
Un segnale chiaro di ampliamento di gamma e, soprattutto, di trasformazione culturale. L’elettrico non è un’appendice, ma una nuova colonna del Cavallino.
La roadmap è già tracciata:
- Ottobre 2025: anteprima tecnologica nell’e-building di Maranello
- Febbraio 2026: svelati nome e interni a San Francisco
- Maggio 2026: debutto degli esterni in Italia
Ferrari elettrica, ma analogica dentro
Qui arriva il colpo di scena.
Mentre il mondo EV corre verso maxi-touchscreen e minimalismo estremo, Ferrari va in controtendenza:
- comandi fisici
- levette meccaniche
- pulsanti veri
Una scelta dichiarata: non rompere il legame fisico con la guida.
Il volante a tre razze reinterpreta lo storico Nardi anni ’50-’60, è realizzato in alluminio riciclato ed è più leggero di 400 grammi rispetto agli standard Ferrari.
I comandi, ispirati alla Formula 1, sono stati sviluppati con i collaudatori: qui non c’è design da salotto, c’è funzione pura.
Il tocco Apple (voluto)
Il progetto nasce dalla collaborazione con LoveFrom, lo studio fondato da Jony Ive insieme a Marc Newson.
Sì, proprio quel Jony Ive.
E si vede.
La chiave in vetro ad alta resistenza con display E-Ink che cambia colore all’avviamento è affascinante, scenografica… e un filo nerd.
Una coreografia luminosa accompagna l’accensione: bella idea, anche se qualcuno storcerà il naso. Ferrarista o tech-lover? Il dibattito è aperto.
Il tutto è stato armonizzato dal Centro Stile Ferrari guidato da Flavio Manzoni, garantendo coerenza con DNA, omologazioni e prestazioni.

Binnacle: la strumentazione che si muove con te
Il cuore digitale dell’abitacolo si chiama Binnacle:
- montato sul piantone dello sterzo
- sincronizzato con i movimenti del volante
- composto da due schermi OLED sovrapposti
Tecnologia sviluppata con Samsung Display, la stessa OLED dei migliori smartphone.
L’effetto tridimensionale, con anelli in alluminio e lenti in vetro, richiama volutamente gli strumenti analogici storici. Futuro, sì. Ma con memoria.
Multigraph: meccanica + digitale, come piace a Maranello
Al centro della plancia troviamo il Multigraph:
- tre lancette indipendenti
- quattro modalità operative
- funzioni che vanno dal cronometro al Launch Control
È un oggetto che sembra uscito da un laboratorio di orologeria, non da un catalogo hi-tech. Ed è esattamente questo il punto.
Materiali premium, alluminio riciclato al 100%, lavorazioni CNC dal pieno, vetro Corning Fusion 5 per display e selettore del cambio, con microforature laser di precisione.
Tecnologie viste su smartphone e prodotti Apple, sì.
Ma reinterpretate con linguaggio Ferrari.
Il pensiero Automotoelettriche
Ferrari Luce non cerca di convincere gli scettici dell’elettrico con i numeri (che arriveranno).
Lo fa con l’esperienza, con il gesto, con il contatto fisico.
È una Ferrari che non urla “guardami”, ma dice: guidami.
E forse è proprio questa la chiave per traghettare il Cavallino – e i suoi clienti – nell’era elettrica senza tradimenti.
La luce, a Maranello, si è accesa davvero. ⚡
Ora resta da vedere che ombra farà su strada.
— Automotoelettriche

