La transizione elettrica sta accelerando e con essa cresce il tema della dipendenza europea dalla Cina per materiali critici come grafite e terre rare. Pechino detiene circa il 70% dell’estrazione mondiale e l’85% della raffinazione, un elemento che pesa sulle strategie industriali di molti costruttori.
Tra questi, Renault sta adottando un approccio deciso: sviluppare un motore elettrico privo di terre rare, capace di ridurre vulnerabilità e garantire una maggiore autonomia tecnologica.

Renault vuole meno dipendenza dalla Cina: ecco la strategia
Il grande equivoco sulle terre rare è diffuso: molti credono siano fondamentali per la produzione delle batterie, ma non è così. Il loro utilizzo principale riguarda i motori elettrici a magneti permanenti.
Per questo motivo Renault sta accelerando su una nuova architettura capace di:
- eliminare le terre rare dai propulsori;
- stabilizzare i costi di produzione;
- evitare colli di bottiglia geopolitici;
- incrementare la sostenibilità della filiera europea.
La volontà è chiara: sfruttare il know-how cinese dove necessario, ma mantenere il controllo dei componenti chiave in Europa.
Motore Renault E7A: caratteristiche tecniche e innovazioni


Il nuovo motore E7A, nome in codice del progetto, rappresenta l’evoluzione della tecnologia elettrica di Renault. Sarà prodotto nello storico stabilimento di Cléon, in Francia, hub fondamentale dell’industria EV del gruppo.
Specifiche principali del motore E7A
- Potenza stimata: circa 270 CV
- Architettura senza terre rare
- Partner tecnologici cinesi per alcune componenti
- Inverter fornito da STMicroelectronics, azienda italo-francese leader nei semiconduttori
- Efficienza migliorata e costi più stabili rispetto ai motori tradizionali
Un mix di competenze pensato per mantenere la competitività europea senza rinunciare all’avanzamento tecnologico.
Quando arriverà? Le prime Renault con motore E7A dal 2028
Il debutto del motore E7A è previsto per il 2028, in concomitanza con:
- la nuova generazione di modelli elettrici Renault;
- piattaforme condivise con l’alleanza Nissan-Mitsubishi;
- i progetti industriali della divisione Ampere, dedicata allo sviluppo EV.
Il motore sarà installato inizialmente su segmenti B e C, quelli più strategici per il mercato europeo.
Perché il motore E7A è così importante per Renault (e per l’Europa)?
L’arrivo di un motore elettrico europeo, efficiente e privo di terre rare rappresenta un passo avanti per:
1. Sovranità tecnologica
Ridurre la dipendenza dalla Cina significa dare stabilità alla filiera produttiva europea.
2. Sostenibilità economica
Meno materiali critici = meno volatilità dei costi.
3. Innovazione industriale
Con Cléon e STMicroelectronics al centro del progetto, il motore E7A valorizza competenze locali e apre la porta a nuovi sviluppi futuri.
Conclusioni: una Renault più autonoma e pronta al futuro
Il motore E7A segna una svolta strategica per la Losanga. Non è solo un propulsore più pulito o più efficiente: è un messaggio politico, industriale e tecnologico.
Indica che la mobilità elettrica europea può emanciparsi dalle dipendenze esterne e costruire una filiera solida, competitiva e sostenibile.
Noi di Automotoelettriche.it continueremo a seguire da vicino l’evoluzione del progetto e le prime vetture che porteranno su strada questa rivoluzione.

