La mattanza dei cavi di ricarica in autostrada prosegue, sempre più sistematica e sempre meno casuale. L’ultimo episodio arriva dalla stazione di servizio Mascherone Ovest, sull’autostrada A1, all’altezza di Guidonia, dove due colonnine Free to X sono state rese inutilizzabili dopo il furto dei cavi di ricarica.

Non si tratta più di singoli episodi isolati: la modalità è sempre la stessa, con cavi tagliati di netto e sottratti probabilmente per il valore del rame contenuto al loro interno. È difficile credere a meri atti di vandalismo: il fenomeno sembra piuttosto il segnale di un’attività criminale organizzata, forse una banda specializzata nel commercio illegale del rame.
Un’escalation preoccupante
Solo un mese fa Free to X era già stata colpita da un furto simile nella stazione La Pioppa Ovest, lungo la A14 nei pressi di Bologna. In quel caso, le dinamiche avevano lasciato spazio all’ipotesi del gesto dimostrativo, forse contro la mobilità elettrica. Ma nel quadrante romano, ormai, la frequenza degli episodi fa pensare a ben altro.
Oltre a Free to X, anche Enel X e Renexia sono finite nel mirino. Il 10 marzo una colonnina Enel X è stata trovata mutilata a Roma Sud Est, mentre pochi giorni dopo è toccato a una ricarica Renexia nella stazione di servizio Tiburtina Est, sull’A24. In quest’ultimo caso, la società ha dichiarato di aver attivato le verifiche grazie ai filmati della videosorveglianza, con la speranza che possano aiutare le forze dell’ordine.
Una rete sotto assedio
Il danno non è solo economico, ma anche simbolico: questi furti colpiscono la rete infrastrutturale dell’elettrico in un momento cruciale per la sua crescita. Ogni colonnina resa inservibile significa meno accessibilità per gli utenti e un segnale scoraggiante verso chi sta valutando il passaggio alla mobilità elettrica.
Occorre una risposta urgente, fatta di più controlli, sistemi antifurto efficaci, e – perché no – un coordinamento nazionale per contrastare questo nuovo tipo di criminalità.
Nel frattempo, però, il bollettino continua a riempirsi di casi: la mattanza non si ferma.

