Roma compie un passo concreto verso la mobilità elettrica. Non uno slogan, non un annuncio generico, ma un intervento strutturale che va a colpire uno dei veri nodi della transizione: l’infrastruttura di ricarica ad alta potenza.
Il Dipartimento Mobilità sostenibile e Trasporti del Comune di Roma ha infatti approvato la determina che individua 42 nuove isole dedicate alla ricarica rapida e ultra-rapida, con potenze oltre i 100 kW, destinate a ospitare da 5 fino a 30 colonnine per sito. Un numero che potrebbe salire rapidamente a 48 aree, ampliando ulteriormente la rete.

Per la Capitale non si tratta solo di aumentare il numero delle prese, ma di ridisegnare il concetto stesso di ricarica urbana.
Non semplici colonnine, ma hub di ricarica
Il progetto nasce da un lavoro avviato nel settembre 2023 da Roma Servizi per la Mobilità, in collaborazione con il Dipartimento capitolino, i Municipi e Areti. L’obiettivo è chiaro: integrare la ricarica elettrica nel tessuto urbano, senza improvvisazioni.
Le aree selezionate rispondono a criteri precisi:
- prossimità alla viabilità principale
- presenza di ampi parcheggi
- vicinanza ai nodi del trasporto pubblico
- disponibilità reale di potenza elettrica
Un cambio di paradigma rispetto alle colonnine isolate “messe dove capita”: qui si parla di isole EV, veri e propri hub di ricarica, pensati per sostenere un utilizzo quotidiano e non episodico dell’auto elettrica.
La mappa: una rete che copre tutta la città
Le 42 nuove isole sono distribuite in tutti i quadranti di Roma, spesso con più installazioni nello stesso asse strategico.
Tra le principali aree individuate troviamo:
- Salaria, Nomentana, Prenestina, Tuscolana, Appia Nuova
- Cristoforo Colombo, con più hub (Sheraton, Park Atlantico, Cavaceppi, Hub Colombo)
- Ardeatina (Cave Ardeatine, Millevoi, Divino Amore)
- Ostiense e Ostia (ponte Spizzichino, Lido Nord, lungomare Amerigo Vespucci)
- Parco de’ Medici, Pisana, Aurelia, Boccea, Pineta Sacchetti (Gemelli 84)
- Tor Bella Monaca, Casal de’ Pazzi, Cinecittà-Togliatti, Tor di Quinto
Una distribuzione che intercetta flussi reali di traffico, aree di scambio e zone ad alta densità abitativa. Esattamente dove la ricarica serve davvero.
I numeri contano (ma conta di più la qualità)
Roma ha già superato quota 2.000 punti di ricarica pubblici, con una crescita del +53,3% in un solo anno. È la prima città italiana per numero assoluto di colonnine.
Ma il vero salto di qualità è un altro: più ricarica veloce, meno attesa, meno ansia.
Le nuove isole ad alta potenza rispondono a una domanda sempre più chiara:
- auto con batterie più grandi
- ricariche rapide in ambito urbano
- utilizzo professionale e quotidiano del veicolo elettrico
In parallelo, il nuovo Piano Carburanti di Roma consente ai distributori tradizionali di installare colonnine elettriche senza vincoli di cubatura extra, aprendo la strada a una trasformazione graduale delle stazioni di servizio.
Il punto di vista di Automotoelettriche
La transizione elettrica non si misura solo in vendite o incentivi.
Si misura nella possibilità reale di vivere l’auto elettrica senza compromessi.
Roma, città complessa per definizione, manda un segnale importante: l’infrastruttura viene prima della propaganda.
Le isole EV non risolvono tutto, ma creano le condizioni perché l’elettrico diventi una scelta normale, non eroica.
È da qui che passa il futuro della mobilità urbana:
- meno emissioni
- meno rumore
- più efficienza
- più libertà di scelta
Non si aspetta un giorno migliore.
Lo si costruisce, colonnina dopo colonnina.
— Automotoelettriche

