L’imposizione di dazi sulle auto elettriche cinesi da parte dell’Unione Europea sta spingendo i costruttori orientali verso una nuova strategia commerciale: incrementare l’offerta di veicoli ibridi plug-in (PHEV) e full-hybrid (HEV). Secondo quanto riportato dalla Reuters, diverse case automobilistiche, tra cui BYD, stanno accelerando le esportazioni di ibride per evitare l’incremento di costi applicati ai veicoli elettrici alimentati esclusivamente a batteria (BEV).

La risposta cinese ai dazi europei
I produttori cinesi hanno trovato negli ibridi un’opportunità per mantenere competitivi i propri veicoli sul mercato europeo. L’analista Murtuza Ali di Counterpoint Research spiega come:
“I gruppi cinesi si stanno spostando verso i PHEV come un modo per eludere i nuovi dazi dell’UE sulle importazioni di BEV”.
La crescita nelle esportazioni è evidente: tra luglio e ottobre 2024, il numero di auto ibride cinesi destinate all’Europa è triplicato, portando la quota di mercato di questi modelli al 18% del totale delle esportazioni. Parallelamente, le esportazioni di auto elettriche pure sono scese dal 62% al 58%.
La domanda europea di ibride: un mercato in espansione
Oltre alla strategia cinese, il mercato europeo sembra premiare le ibride per motivi indipendenti dalle misure protezionistiche. I consumatori vedono nelle PHEV e nelle HEV un compromesso ideale: un’auto capace di offrire i vantaggi di una motorizzazione elettrica senza le preoccupazioni legate all’autonomia e all’infrastruttura di ricarica.
Gli addetti ai lavori stimano una crescita del 20% delle esportazioni di auto ibride dalla Cina verso l’Europa per il 2024, con proiezioni di ulteriore espansione nel 2025.
Un possibile contraccolpo normativo?
Tuttavia, il boom degli ibridi cinesi potrebbe spingere l’Unione Europea a rivedere le proprie normative, includendo anche i veicoli con doppio propulsore tra quelli soggetti a dazi. Questo scenario rappresenta un rischio concreto per i costruttori cinesi, che al momento stanno capitalizzando su un vuoto regolamentare.
Implicazioni per il mercato europeo
Per i marchi europei, questa tendenza rappresenta una sfida significativa. La concorrenza cinese, particolarmente aggressiva nei prezzi, rischia di erodere le quote di mercato delle case automobilistiche tradizionali. A lungo termine, una revisione delle politiche protezionistiche potrebbe avere un ruolo cruciale nel definire gli equilibri del settore.
La strategia cinese di puntare sulle ibride è un esempio di adattamento rapido alle barriere commerciali, ma potrebbe non essere una soluzione definitiva. Il futuro del mercato europeo sarà determinato non solo dalle strategie dei costruttori, ma anche dall’evoluzione delle normative.
Nel frattempo, questa dinamica rappresenta una finestra di opportunità per i consumatori europei, che vedono crescere l’offerta di veicoli tecnologicamente avanzati e competitivi. Resta da vedere se l’Unione Europea interverrà per riequilibrare il gioco.
Automotoelettriche continuerà a monitorare questo tema per fornire analisi approfondite e aggiornamenti sull’evoluzione del mercato della mobilità sostenibile.

